Villa Savoye: alla scoperta del capolavoro di Le Corbusier

· 12 Marzo 2019
Finita nel 1931, la Villa Savoye è il capolavoro dell'architetto e designer razionalista Le Corbusier. In questo articolo vi sveleremo tutti i suoi segreti.

Se siete fan dell’architettura razionalista, sicuramente vi piacerebbe conoscere i segreti di Villa Savoye, il capolavoro di Le Corbusier. Questa straordinaria costruzione è considerata una delle grandi opere architettoniche del XX secolo, poiché ha contribuito notevolmente alla rinnovazione di questa corrente artistica.

Sicuramente già conoscete gli aspetti principali degli esterni di Villa Savoye: la sua estetica, la morfologia e la struttura. In questo articolo, infatti, ci soffermeremo principalmente sui suoi interni. Una necessità dovuta al fatto che si tratta di un luogo che difficilmente viene aperto al pubblico.

La ricchezza di questa formidabile villa si riflette nella distribuzione interna, nella sua divisione e organizzazione. Stiamo parlando di un progetto di interior design che è nato ed è stato sviluppato proprio come se fosse un’autentica opera d’arte. E il suo autore, Le Corbusier (pseudonimo di Charles-Édouard Jeanneret-Gris, 1887-1965) è passato alla storia per creazioni sorprendenti, come questa.

Villa Savoye, la concezione di un’idea

Planimetrie di Villa Savoye
Fonte dell’immagine: slikvik.com

Il suo design, a prima vista, può ingannare. Se osservate la planimetria interna, la struttura di Villa Savoye è formata da un quadrato sorretto da pali che racchiudono l’interno della casa, perfettamente abitabile e dotata di tutte le risorse necessarie per viverci.

L’architettura che sostiene quest’opera rispetta fedelmente i principali dettami del razionalismo. La planimetria fa apparire la configurazione di una casa quadrangolare, in cui le linee rette predominano su quelle curve. Eccezion fatta per il primo piano che, come si apprezza nell’immagine in alto, rompe con tanta rettitudine.

Obiettivamente, ciò che si cerca di ottenere è una certa diafanità dello spazio. Per Le Corbusier è fondamentale che ci siano sempre delle aperture e, nei suoi disegni, cerca costantemente il massimo utilizzo dell’intero ambiente. L’ingegno e la creatività sono evidenti e lavorano assieme, parallelamente, per rispettare la funzionalità degli spazi.

“L’architettura è il gioco sapiente, corretto e magnifico dei volumi raggruppati sotto la luce.“ (Charles-Édouard Jeanneret-Gris)

Piano terra: il peso della leggerezza

L'ingresso principale di Villa Savoye
Fonte: lomography.es

Il piano terra presenta dei pilastri cilindrici che sollevano la casa in altezza, dando quasi l’impressione che si tratti di una struttura galleggiante. Le pareti portanti sono state rimosse e il piano inferiore è stato completamente svuotato. Quali sono le caratteristiche che si apprezzano di più?

  • La funzionalità predomina, con evidenza. L’obiettivo fondamentale è quello di ottenere uno spazio perfettamente adattato e dove poter abitare, configurando la struttura alla scala delle persone, per fornire loro il massimo comfort.
  • I pilastri sollevano la casa, in modo tale da produrre una diafanità molto interessante, che può essere utilizzata per altre funzioni e senza limiti apparenti. Una volta di più, Le Corbusier punta a sfruttare al meglio ogni singolo spazio.
  • Nella parte inferiore c’è una zona privata con vetri curvi che dinamizza la struttura di fronte al quadrato superiore della casa. Si apprezza un collegamento diretto con le scale, con la possibilità di parcheggiare le auto.

La Villa Savoye è una straordinaria “macchina” pensata per essere abitata.

Il secondo piano: un adattamento perfetto

Il secondo piano di Villa Savoye
Fonte: dezeen.com

Come detto sopra, l’intento principale di Le Corbusier era quello di costruire una casa perfettamente adattata alle proporzioni umane. Vale a dire, Villa Savoye è una casa perfetta per vivere e che offre ai suoi abitanti il miglior modo possibile per starci. Ecco perché il secondo piano presente le seguenti caratteristiche:

  • Si apprezza un piano diafano, dove i muri divisori sono indipendenti e alcune stanze si toccano con altre, per mantenere un certo equilibrio.
  • Le finestre ricoprono un ruolo fondamentale: vengono configurate sulla base di un concetto di ampiezza e luminosità. Sono leggere e con una forma allungata, in modo che gli interni vengano pienamente illuminati con una luce naturale sufficiente, durante le ore diurne. Sono anche un collegamento diretto con l’ambiente esterno. La loro forma e disposizione, rappresenta un’autentica rivoluzione architettonica.
  • Tutte le camere sono collegate in modo originale. Si tratta di sfruttare al massimo il pavimento e non lasciare zone vuote, ciò evita di perdere spazio per via di una cattiva distribuzione. In questo caso, la funzionalità predomina e l’organizzazione domestica è l’obiettivo principale dell’architetto francese.

Il tetto: un mix di sensazioni

Tetto di Villa Savoye
Fonte: temasycomentariosartepaeg.blogspot.com

L’accesso al tetto è garantito da una sala studio progettata in modo molto sofisticato, che cerca di accompagnare l’inquilino in modo leggiadro nel suo percorso. Per fare ciò, viene utilizzata una rampa che si collega direttamente alla parte superiore.

L’ambiente esterno si mescola perfettamente con quello interno. Ovvero, all’interno di Villa Savoye sono state previste delle zone che permettono ai suoi abitanti di godersi l’aria aperta e la natura, con una ricca distribuzione di piante e fioriere, lungo tutta la superficie. Un ambiente nell’ambiente, potremmo dire.

Le ampie finestre sono una caratteristica molto identificativa di questo edificio terminato nel 1931 da Le Corbusier. Rompono completamente con il concetto di segretezza per cercare di raggiungere un dialogo con la natura. Elemento che viene ribadito anche nella parte più alta della villa, dove è stato previsto un solarium panoramico di colore bianco.

  • Tournikiotis, Panayotis: La historiografía de la arquitectura moderna, Madrid, Celeste, 1999.